oltre alle attività di studio e artistiche che trovate qui sotto, vi informiamo che questo sabato pomeriggio Luisa Testa sarà a Torino - non al Centro ma alla Scuola dell'Infanzia Rudolf Steiner di via Cavour - per introdurci all'atmosfera del Natale. Il titolo dell'incontro è Nel tempo delle Notti Sante vivere l'avvicinarsi delle Gerarchie Angeliche.
Il periodo dell'Avvento che stiamo vivendo è dedicato a prepararsi (per certi versi sono settimane quaresimali) per cominciare a operare creativamente, dice il Calendario dell'anima, a partire dalla conoscenza dell'Essenziale. Ad agire in base a conoscenza. C'è un impulso creativo dell'anima: se è possibile riconoscere l'Essere, Egli vi si ritroverà? (E troveremo finalmente noi il nostro posto nel mondo?, intrecciando relazioni umane con gli altri?, collaborando amorevolmente ed efficacemente?) Il "modello" è quello di un organismo che crea la salute grazie al lavoro comunitario dei diversi organi.
Per rispondere alla sfilza di domande di prima allora si comincia ...dall'inizio, perché la prima settimana di Avvento corrisponde a tutto ciò che è "Saturno", alla prima fase di incarnazione planetaria della Terra e dell'uomo. Quello appunto in cui si è formato il nostro corpo fisico spirituale secondo la cosmologia antroposofica. Nella Fisiologia occulta, il ciclo di Praga, alla terza conferenza Steiner risponde affermativamente perché Saturno è un elemento essenziale cosmico originario, germinale, che porta l'uomo a individualizzarsi - attraverso svariati passaggi, quindi i lettori che volessero proseguire dovranno pazientare!
Il primo movimento di "Saturno" è un mettersi fuori dall'armonia unitaria cosmica, da fuorilegge, e nel separarcene la perdiamo. Da qui viene il senso lacerante di solitudine nostalgica che proviamo. Il positivo del vivere separati è darsi un'armonia interna ritmica propria, ma occorrerà trasformarla quasi per intero per rendere possibile la nostra successiva collaborazione artistica con l'organismo del creato. Come fa la milza nel corpo umano, riportando armonia tra i vari organi e soprattutto nel sangue, impegnandosi in una specie di arte morale di gruppo in cui le intemperanze, in questo caso alimentari nostre, vengono riequilibrate.
Saturno, freddo, indurito e "vecchio" come le ossa, ha però in sé un principio creativo di calore, e questo lo dice la fisiologia ordinaria: che nel cuore delle ossa lunghe sta il midollo emopoietico, quello che crea poeticamente il sangue.
Questo seme saturnio racchiude allora in sé il lungo viaggio evolutivo dell'uomo, che si trova anche nei Vangeli, nelle immagini della parabola del Figliol prodigo. Colui che passa da "figlio" a dilapidatore della dote ereditata e deve patire la fame in tempi di carestia per poi - attraverso una prova del fuoco, il "punto carrube" (Lc.15,16) - venir stimolato a trovare la sua via per tornare in quella casa paterna che ora ricorda solarmente, volendo divenirvi operaio fra altri operai. Riconoscendosi come parte di quel tutto cosmico entro il quale si opera e si crea, così dice Claudio Gregorat sul versetto 35, che infatti si conclude con questa possibilità del "ritorno a casa".
In rubrica troverete un'anticipazione, il video di Claudio Tomaello che introduce alla singola giornata di seminario che sarà domenica 14 dicembre, per sperimentare Il viaggio dell'Eroe. Perché c'è chi dice che ci sia un'unica grande storia che poi noi esseri umani raccontiamo variandola in milioni di versioni differenti... e ancora non sappiamo come Tomaello la narrera', col linguaggio delle Fiabe e delle Saghe, ma questo viaggio evolutivo e avventuroso non può che essere la storia dell'individualizzazione saturnia, raccontata in milioni di versioni differenti: dalla Filosofia della libertà di Rudolf Steiner, dalle ossa o dalla milza in noi, e nel Vangelo dalla parabola del Figliol prodigo.